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Castigo – Minato Kanae

Il nuovo romanzo di Minato Kanae è finalmente arrivato in Italia, sempre grazie ad Atmosphere Libri. Dopo Confessioni, esordio dell’autrice, arriva Castigo, un mystery, raccontato da molteplici punti di vista che scava nel trauma e nei sensi di colpa di quattro giovani ragazze.

TRAMA

Foto del romanzo Castigo di Minato Kanae
Castigo – Minato Kanae edito Atmosphere, 2026

Sae, Maki, Akiko e Yuko sono quattro bambine che frequentano la quarta elementare in una piccola cittadina. Il luogo con l’aria più pura di tutto il Giappone, dicono. Proprio per questo scelto come sede dall’industria manifatturiera Adachi. Le quattro bambine si trovano ad accogliere nel loro gruppo proprio Emily, figlia del capo dell’azienda. Durante l’obon le cinque amiche decidono di andare a giocare a pallavolo nel cortile della scuola. Qui, un signore le avvicina e con una scusa allontana Emily dal resto del gruppo. Le bambine troveranno l’amica morta negli spogliatoi e per loro inizierà una lenta discesa verso l’inferno. Come se l’aver assistito all’episodio non bastasse, Asako, la madre di Emily, giura vendetta sulle quattro bambine e le vincola a un patto che le segnerà per il resto della loro vita.

“«Non vi perdonerò mai» continuò la madre «se non trovate il colpevole prima che scada il termine di prescrizione. O se non ci riuscite, dovrete fare ammenda in un modo che io trovi accettabile. Se non fate nessuna delle due cose, mi vendicherò di voi. Ho molte più risorse e potere dei vostri genitori. Farò in modo che soffriate ancora più di Emily. Come suo genitore, sono l’unica ad avere questo diritto».
Mi faceva più paura lei che non l’assassino.

LA MIA DISCUTIBILE OPINIONE

CONFESSIONI E CASTIGO: PUNTI IN COMUNE E DIFFERENZE

Leggendo la trama di Castigo, si possono subito individuare alcuni punti in comuni con il romanzo d’esordio dell’autrice (di Confessioni trovate la recensione a questa pagina). I due romanzi rientrano infatti all’interno del genere mystery, inoltre anche la struttura dei due titoli, divisa in diversi point of view, è elemento comune. Se si va a scandagliare le due trame, altri due elementi saltano subito all’occhio: sia Confessioni che Castigo parlano di vendetta. Non solo, una vendetta perpetrata da un adulto, nei confronti di alcuni ragazzini. In entrambi i casi, due madri che si sono viste portare via le proprie figlie.

I due romanzi di Minato Kanae, Castigo e Confessioni, nelle edizioni di Atmosphere Libri

Si rischia così, per chi ha già letto il romanzo d’esordio di Minato Kanae, di ricercare in Castigo il ritmo adrenalinico e i continui colpi di scena che caratterizzano Confessioni.

Personalmente, in Castigo, ho trovato una narrazione più lenta e meno frammentata. L’episodio, pur raccontato da cinque punti di vista differenti, rimane sempre lo stesso. Pochi sono gli elementi che differisconotra i quattro racconti. Quello che cambia è come le quattro bambine hanno vissuto il trauma, come lo hanno elaborato e come se lo siano portate dietro fino all’età adulta. Allora il punto focale del romanzo cambia, non abbiamo più la ricerca della vendetta, come in Confessioni, ma la necessità di espiare una colpa, vera o presunta che sia. Come scrive Roberta Lo Cascio, traduttrice e curatrice di Castigo, nella postfazione:

“Ma a differenza del romanzo d’esordio, Castigo non si muove nella dimensione della vendetta, bensì in quella della penitenza: ai classici tropi narrativi del romanzo poliziesco o noir incentrati su un crimine e la sua risoluzione – vittima e carnefice, delitto e castigo – Minato contrappone temi di purezza, colpevolezza, ossessione.”

TRAUMA PERSONALE E UNA SOCIETÀ CHE NON AIUTA

Le vite delle quattro ragazze vengono scandagliate dal momento del delitto in poi. Il trauma dato dall’evento è inevitabile, soprattutto alla luce di una comunità e di adulti che non sono in grado di fornire supporto alle bambine. Come se non bastasse, dolore, shock, senso di colpa vengono alimentati dalla promessa di Asako, madre di Emily, che vincola le quattro protagoniste. La minaccia è tremenda: o troverete il colpevole prima che il delitto vada in prescrizione o cercherete un modo per fare ammenda che mi risulti soddisfacente, altrimenti mi vendicherò di voi.

Non avendo nessun indizio sul vero colpevole, la furia di Asako si rifà sulle bambine. E forse sarà proprio quello, più che il delitto in sé, a impedire loro di superare il trauma. Il dolore si mescola al senso di colpa e alla paura di quella minaccia, portando a galla la consapevolezza che trovare la felicità sarà impossibile.

“Non posso fare a meno di pensare che il motivo per cui io e Sae siamo rimaste prigioniere di quell’incidente non sia l’assassino, ma lei. Non crede anche lei, Asako? Non è per questo che è venuta fin qui, per vedere una delle bambine di tanti anni fa fare la sua ammenda?”

Anche l’impossibilità di confrontarsi tra di loro porterà le bambine a sviluppare ognuna il proprio trauma senza avere il sostegno delle altre tre. Quattro identità spezzate, cristallizzate ognuna in un aspetto della propria infanzia. Non solo conseguenza del trauma, ma riflesso stesso di una società divisa. Ancora una volta i danni della modernizzazione del Giappone vengono sottolineati a gran voce. Una divisione che non parla solo di passato e presente, ma anche di due spazi differenti, quello del paesino rurale e della grande città. Di adulti che non riescono a conciliarsi tra di loro e che non possono essere d’aiuto alle proprie figlie.

Il problema è dato anche da una società che continua a preferire i figli maschi alle figlie femmine e che tratta i due generi in modo nettamente diverso, con molte più possibilità per i primi rispetto alle seconde. È allora interessante vedere come il destino delle quattro vada a discapito di altrettanti uomini e che la motivazione ultima sia sempre quella di salvare dei bambini. In alcuni casi in maniera più esplicita, in uno in particolare più figurata.

LE MADRI SONO PROPRIO SPAVENTOSE

Passiamo alla figura adulta di questo romanzo: Asako. Una madre che giustamente reagisce alla morte della figlia con la disperazione più cupa. Che allo stesso tempo, però, non si prende le proprie responsabilità e agisce in maniera avventata. Anche nel suo caso, in parte spinta dal dolore, in parte dalla società, finisce per pronunciare parole che tormenteranno non solo le quattro ragazze per tutta la vita, ma anche se stessa. L’episodio è lo stesso, ma le emozioni, le esperienze passate, il modo in cui è stato vissuto sono elementi diversi per tutte. E questo è ciò che Asako inizialmente non capisce. Non c’è un unico modo di elaborare il trauma, non c’è un modo giusto, soprattutto se hai dieci anni e nessun adulto capace davvero di aiutarti.

Asako non è solo una madre incapace di elaborare il proprio dolore, ma anche una donna estremamente concentrata su se stessa, come scopriremo durante la lettura della sua versione. Talmente concentrata su se stessa da pensare che quelle bambine dimenticheranno presto la sua minaccia. E invece, l’unica a dimenticare sarà proprio lei.

<<Le madri sono proprio spaventose… O forse forti, per meglio dire.>>

Un romanzo che non ha tanti colpi di scena come ci si potrebbe aspettare, ma che scava silenzioso nel lettore. Il linguaggio è semplice, ma sedimenta facilmente. È stato così per me, soprattutto dopo aver girato l’ultima pagina. Ancora una volta Minato Kanae fa centro!

MINATO KANAE E LO IYAMISU

Minato Kanae, con i suoi romanzi, si inserisce nel genere mystery, in particolare nel sottogenere dello iyamisu. Termine coniato dalla critica letteraria Shimotsuki Aoi nel 2007. Iya significa letteralmente “che schifo!” “bleah”, mentre misu deriva dalla pronuncia giapponese di mystery. Il termine indica infatti storie che toccano temi grotteschi e raccapriccianti e suscitano sentimenti di disgusto e sgomento. Uno iyamisu è un thriller psicologico che esplora ambiguità morali e crudeltà quotidiane, focalizzandosi sul lato più oscuro dell’essere umano. Lo scopo è quello di lasciare chi legge con un senso di forte disagio. Confessioni è considerato da alcuni come il romanzo che definisce la categoria e di conseguenza Minato Kanae come “regina del genere”. In realtà anche altre autrici si contendono questo titolo, come Mari Yukiko e Numata Mahokaru. Di quest’ultima è uscito tradotto in italiano nel 2024 sempre da Atmosphere Libri, Segreti di famiglia.

A CHI CONSIGLIO CASTIGO

Per chi ha già amato Confessioni. A chi cerca un romanzo multi POV che sappia non solo tenere con il fiato sospeso il lettore, ma anche scandagliare le emozioni dell’essere umano e le sue fragilità. Per chi cerca un romanzo che si prende il proprio tempo, con pochi colpi di scena, ma ben calibrati. A chi si ricorda quando da piccolo usciva a giocare insieme agli amici, le risate e il caldo estivo, il canto delle cicale e la sicurezza che solo quell’età può dare.