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Decluna – Federica Leonardi

TRAMA

La vita di Alba è caotica e appesa a un filo, tra lavori precari e troppo alcool, l’unico suo punto fisso sembra essere Elena, la propria compagna. Come se non bastasse, riceve una chiamata in cui scopre che la madre, con cui non aveva rapporti da anni, è morta. Viene a sapere che gli ultimi anni di vita di Camilla sono trascorsi nella cittadina di Decluna e decide così di partire per dare l’ultimo saluto alla madre e per cercare di capire qualcosa in più di una donna che, si rende conto, è per lei un’estranea. Arrivata a Decluna, Alba inizia a notare che accadono cose strane. In un’atmosfera sempre più opprimente, gli abitanti si preparano alla festa in onore della Santa e Alba si ritrova alle prese con la vita della madre che sembra essere indissolubilmente legata a quella della piccola cittadina.

Foto del libro Decluna di Federica Leonardi

LA MIA DISCUTIBILE OPINIONE

Decluna di Federica Leonardi (Moscabianca, 2020) è un folk horror ambientato in Italia. Una giovane donna arriva in una cittadina isolata alla ricerca del proprio passato: chi ha già visto film come Midsommar sa di che cosa stiamo parlando. Una storia intrisa di segreti, mistero, religione che sembra assomigliare sempre di più a una setta mano a mano che si prosegue con la lettura. Elementi che contribuiscono a creare un’atmosfera densa e opprimente per il lettore che non riesce più a posare il libro.

Come la vite si sposa all’olmo, così fece Decluna, che scelse l’olmo come compagno per preservare se stessa e la sua fede. E sull’albero visse per anni, protetta e riscaldata dalle sue ampie fronde, nutrita da quello che gli uccelli e gli insetti e gli animali del bosco, commossi da tanta devozione, le portavano in dono.

Si fa presto a temere per l’incolumità di Alba, sola in un luogo estraneo, con sconosciuti che sembrano essere fin troppo gentili con lei. Allo stesso tempo potrebbe anche risultare facile immedesimarsi con la giovane donna. Segnata dal suo passato, non riesce a trovare il proprio posto nel mondo. E spera di ristabilire un collegamento con una donna che dovrebbe essere sua madre, ma che l’ha abbandonata e che ai suoi occhi risulta un’estranea. Alba non si trova solo in lotta con il mondo esterno, ma anche con un turbinio di emozioni in contrasto dentro di lei. La voglia di conoscere la madre e il dispiacere per la di lei morte si scontrano con il rancore. Lo strano senso di serenità che trova appena mette piede a Decluna cozza con avvenimenti e personaggi che la mettono fortemente a disagio.

Prima di Elena non faceva in tempo a svuotarlo che subito si rimetteva in marcia. C’era sempre un posto dove andare e mai nessuno che sentisse veramente suo. Era come una pianta sradicata e fissata in un terreno che non era adatto a lei, con le radici che dopo un po’ soffrivano.

Decluna non è solo un folk horror ben raccontato, ma è anche una storia che parla di come sia facile perdersi quando non si hanno delle basi stabili. Parla di maternità non convenzionale e di come i desideri di genitori e figli non sempre coincidano. Parla di paura, ma allo stesso tempo di indipendenza.

A CHI CONSIGLIO DECLUNA

Per chi apprezza le storie in cui la tensione cresce lentamente. Agli amanti dei folk horror, se avete amato film come Midsommar o libri come Madonna Nera (ne avevo parlato in questo articolo), allora anche Decluna fa per voi. Se non avete paura di scavare nel vostro passato per scoprire chi siete ora.