Pubblicità

Disturbo Dissociativo dell’Identità

DSM V

All’interno del DSM 5 (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder) il Disturbo Dissociativo dell’identità viene catalogato nei Disturbi Dissociativi. Questi sono caratterizzati da una discontinuità nell’integrazione di memoria, coscienza, percezione, emozione, identità. I sintomi possono compromettere ogni area del funzionamento psicologico e sono intrusivi a livello di comportamento e di consapevolezza: possono portare l’individuo ad avere difficoltà nell’accedere ad informazioni o al controllo delle proprie funzioni mentali. 

Il Disturbo Dissociativo dell’Identità, conosciuto prima del 1994 come Disturbo da Personalità Multiple, è una condizione mentale in cui la personalità di un individuo si presenta con due o più identità diverse. 

CARATTERISTICHE del disturbo dissociativo dell’identità

Tra i sintomi si possono manifestare un senso del sé discontinuo e inconsapevolezza riguardo alle proprie azioni; alterazioni dell’affettività, del comportamento, della memoria, della coscienza, della percezione, della cognitività o del funzionamento senso/motorio. Inoltre, è probabile la presenza di vuoti nella rievocazione di episodi quotidiani. 

Il Disturbo Dissociativo dell’identità è, il più delle volte, associato ad un evento traumatico, solitamente avvenuto durante l’infanzia (ad esempio un abuso). 

DISTURBI DISSOCIATIVO DELL’IDENTITÀ E NARRAZIONE DEL SÉ 

Nelle persone con Disturbo Dissociativo dell’identità, convivono due o più identità ben distinte tra loro, che si alternano nell’assumere il controllo della persona. Ognuna di queste identità ha una narrativa del sé unica con opinioni, sentimenti, personalità diversi da quelli delle altre (anche i tratti fisici sembrano cambiare da una identità all’altra. Alcune soffrono di malattie che le altre invece non hanno). 

Per questo motivo, per i continui black-out, per l’impossibilità di integrare i propri ricordi, le persone con Disturbo Dissociativo dell’identità hanno difficoltà a creare una narrazione del sé coerente e integra. 

Con l’aiuto di un terapeuta, si può cercare di promuovere l’idea che la presenza delle diverse identità sia un tentativo di fare fronte a difficoltà incontrate durante il corso della vita. Volgere, quindi, la terapia verso l’integrazione delle stesse, attraverso la formulazione di una narrazione coesa e unificata del sé. 

CASI FAMOSI

Tra i casi più famosi di Disturbo Dissociativo dell’Identità troviamo quella di Eve White che si rivolse a Thigpen e Cleckley nel 1952. Eve, una donna di 25 anni, riservata e timida disse di soffrire di emicranie e black-out. Raccontò anche un episodio strano: aveva acquistato dei vestiti particolari che non poteva permettersi, ma non riusciva a ricordare di averlo fatto. Durante la narrazione di questo episodio i suoi tratti iniziarono a cambiare: gli occhi si spalancarono, il sorriso diventò seducente, iniziò a parlare in modo vivace e chiese una sigaretta, ma Eve non fumava. Si trattava di Eve Black, una personalità totalmente diversa (soffriva pure di un’allergia cutanea al nylon). Ma non era la sola. Durante una seduta ipnotica apparve Jane, una terza personalità, una sorta di compromesso tra le due precedenti. Il caso è diventato famoso anche grazie al film La donna dai tre volti del 1957. 

Un altro caso, forse ancora più famoso, è quello di Billy Milligan (William Stanley Milligan), affetto da Disturbi Dissociativo dell’identità che, nel 1977, ha rapito, rapinato e violentato tre studentesse universitarie. Fu assolto per via del suo disturbo. Infatti, in seguito agli interrogatori fatti a Billy, emersero 24 diverse personalità. 

Su questo caso Daniel Keyes ha scritto un libro pubblicato per la prima volta nel 1981: Una stanza piena di gente

LIBRI SUL TEMA 

Sempre Keyes, nel 1980 pubblica un altro libro, The fifth Sally, La quinta Sally. Dopo un tentato suicidio, Sally Porter si risveglia in ospedale, senza avere nessun ricordo di ciò che è successo e con la ferma convinzione di non aver mai avuto nessuna intenzione di suicidarsi. È così che scopre di soffrire di Disturbo Dissociativo dell’identità.

Shirley Jackson, nel 1954, scrive Lizzie. Elizabeth è una ragazza con una vita del tutto normale e tranquilla, nonostante sia affetta spesso da emicranie, vertigini e amnesie che le provocano turbamento. Sarà il dottor Wright, dopo diverse sedute di ipnosi a rivelare la presenza di tre diverse personalità in costante conflitto fra loro.

La casa in fondo a Needless Street, di Catriona Ward, è un romanzo thriller che narra la storia di un assassino, di una bambina scomparsa e di una ragazza alla ricerca della sua vendetta. È la storia di Tom che vive con la figlia Lauren e la gatta Olivia, ma in questa storia niente è come sembra.

The killer inside di Shota Ito e Hajime Inoryu, è un manga composto da 11 volumi, il cui protagonista è Eiji, uno studente all’apparenza come tanti altri. Eppure è affetto da strane amnesie che gli fanno perdere intere giornate. Sarà proprio a causa di queste che si troverà costretto ad affrontare il proprio passato.

BIBLIOGRAFIA

AA. VV., (2016). Il libro della psicologia. Gribaudo, Milano. 

SITOGRAFIA

https://www.terzocentro.it/disturbi-dissociativi/disturbo-dissociativo-dellidentita/#:~:text=Che%20cos’%C3%A8%3F,stesso%20e%20dell’ambiente).

https://assonina.it/2021/11/17/disturbi-dissociativi