
Trama
Sentarō è il gestore di Doraharu, negozio che vende dorayaki, un tradizionale dolce giapponese composto da due dischetti di pandispagna che racchiudono al loro interno una marmellata di fagioli chiamata an. Il lavoro non gli dà, però, alcuna soddisfazione, le sue giornate trascorrono lentamente e sempre nello stesso modo. Finché un giorno non fa la sua apparizione, sotto i ciliegi in fiore, la signora Tokue che si offre come aiutante per la preparazione dell’an e per migliorare le vendite del negozio. Inizialmente scettico, Sentarō finirà per accettare questa proposta. Tra Sentarō e la signora Tokue nascerà un’amicizia particolare che cambierà la vita di entrambi e anche quella di una taciturna studentessa, soprannominata Wakana.
La mia discutibile opinione
NON STO PIANGENDO MI È SOLO ENTRATO UN DORAYAKI NELL’OCCHIO.
Uno dei temi, che personalmente mi coinvolge molto, è quello del lavoro. Cosa significa svolgere una professione che non dà motivazioni o stimoli, che non rispecchia le passioni individuali, ma che è necessaria per sopravvivere?
“Niente lo motivava abbastanza. Si accontentava di sprofondare muovendo appena gli occhi per spiare il mondo che lo circondava”
Sentarō
Sentarō sta sprofondando, affossato sempre di più dalla monotonia delle sue giornate, obbligato a svolgere un lavoro che fa solo per vivere, o forse perché crede di non poter fare nient’altro, di non meritarsi niente di meglio. Sta perdendo tempo. Tempo prezioso che non gli verrà restituito e la signora Tokue arriva proprio per ricordarglielo.
“– Ma lei ha scontato la sua pena, giusto? – Sì – Allora deve ripartire da zero.”
Signora Tokue
La signora Tokue, a cui il tempo è sfuggito dalle mani a causa di una malattia che l’ha costretta ad una reclusione forzata. Ed una volta riacquistata la libertà ha capito che era ormai troppo tardi, che gli anni passati reclusa non glieli avrebbe restituiti nessuno.
“Era troppo tardi. Quando mi hanno concesso la libertà, ero già troppo vecchia. Se fosse accaduto vent’anni prima forse avrei potuto costruirmi una vita anche fuori”
Signora Tokue
Eppure, nonostante le difficoltà, sa che la libertà e la voglia di continuare a vivere sono importanti. Questo è ciò che la signora Tokue cerca di trasmettere a Sentarō attraverso le “lezioni” di pasticceria e il racconto del suo passato pieno di difficoltà e permeato dallo stigma che la società continua ad avere nei suoi confronti e in quelli della malattia.
Una storia tenera e triste che, come un buon accostamento dolce e salato, risulta perfetto nella sua semplicità. Una riflessione sul tempo, la libertà, la malattia, l’importanza di tenersi ben stretti i propri sogni.
“Perché io credo che qualsiasi siano i nostri sogni, prima o poi troveremo per forza ciò che cerchiamo, grazie alla voce che ci guida.”
Signora Tokue
Le relazioni importanti
La signora Tokue capita quasi per caso nella vita di Sentarō e, allo stesso tempo, gliela stravolge, spronandolo a riflettere su ciò che per lui è importante. Non solo, ma lo invita a ripartire da capo, a darsi una seconda possibilità, senza incolparsi e pensare al passato. Allo stesso modo Sentarō capisce l’importanza che la signora Tokue ha per lui e la accoglie nella sua vita superando i pregiudizi iniziali.
Non tutte le relazioni che si hanno durante il corso della vita sono importanti, eppure ce ne sono alcune che permettono di osservarsi e migliorarsi. Anche quando finiscono, questo tipo di relazioni, continuano ad esistere e a prosperare nel cuore di chi le ha vissute.
A chi consiglio Le ricette della signora Tokue
Questo è stato il libro che mi ha definitivamente convinta a condividere con altri la mia passione per la lettura; a fare qualcosa per me e che viene da me. C’è stato un preciso momento in cui ho preso consapevolezza di ciò che volevo fare, quando si parla di sakuraya, un infuso di fiori di ciliegio leggermente salato che sprigiona un aroma floreale, è lo stesso momento in cui anche il protagonista capisce:
“A quel punto sentì che i petali gli entravano nel cuore. Erano gli stessi petali che avevano volteggiano nell’aria e che ora penetravano nel corpo di Sentarō per poi svanire in un lampo di luce. O meglio no, non erano svaniti.” (pg 147)
Sentarō
Per chi vuole riprendere in mano la propria vita, per chi ha bisogno di una piccola spinta o, semplicemente, per chi cerca un po’ di dolcezza. Anche per chi vuole ritrovare un po’ di fiducia negli esseri umani.
Approfondimenti: Morbo di Hansen
Il morbo di Hansen: più comunemente noto come lebbra, è una malattia infettiva cronica che può colpire pelle, nervi di mani e piedi, occhi e mucose nasali. Nei casi più gravi si possono formare ulcere ed infezioni, fino ad arrivare all’amputazione di mani e piedi. In passato si pensava fosse una malattia molto contagiosa e, anche a causa delle manifestazioni facilmente visibili, era molto temuta. Oggi si sa che il contagio avviene tramite un contatto stretto e prolungato, inoltre se diagnosticata precocemente può essere debellata totalmente e senza lasciare gravi danni nelle persone.
In Giappone nel 1907 è stata emanata una prevenzione per la diffusione della lebbra che prevedeva come le persone affette da questa malattia venissero tolte dalla casa e dai loro affetti e spedite a vivere all’interno di sanatori. È stata abolita nel 1996 (fonte).
Curiosità
Dal romanzo Le ricette della signora Tokue è stato tratto un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase.