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La ballata del prescelto sbagliato – Camilla Cosmelli

La ballata del prescelto sbagliato di Camilla Cosmelli è un high fantasy che reinterpreta il trope della profezia. L’autrice presenta il proprio romanzo alla prima edizione del Premio Arcimago (un premio pensato per la narrativa fantasy nostrana) e arriva tra i finalisti. Nel 2026 pubblica La ballata del prescelto sbagliato con la casa editrice I.D.E.A (Immagina Di Essere Altro). Camilla Cosmelli ha dato vita non solo a un fantasy interessante e originale, ma a una storia che parla a una generazione intera. Se siete Millennial non avrete difficoltà a ritrovarvi tra queste pagine.

TRAMA

Foto del romanzo fantasy La ballata del prescelto sbagliato di Camilla Cosmelli
La ballata del prescelto sbagliato – Camilla Cosmelli, I.D.E.A. 2026

“Povero eroe illuso dal fato
Del mostro il giochino lui diventò
Era davvero il prescelto sbagliato
E come una bambola in cielo volò”

Rowan ha passato la sua intera vita a prepararsi ad affrontare la Calamità, un evento destinato a distruggere il regno. Ma lui è il prescelto e il suo destino è quello di fermarlo. Diversi draghi hanno iniziato ad attaccare il regno e con l’aiuto dei suoi valorosi compagni Rowan li sta uccidendo, ma nessuno di loro è la Calamità. Un giorno però arriva un drago dalle fattezze enormi, più grande e pericoloso degli altri che mette a rischio la vita degli uomini che lo stanno combattendo e anche quella dello stesso prescelto.

Nel frattempo altri indovini cercano di interpretare la profezia, e il risultato sembra essere chiaro: Rowan è il prescelto sbagliato. Sconcertato e disilluso, il giovane teme di aver buttato la sua vita e di non avere più uno scopo. Ma il suo re ha ancora una missione per lui: trovare il prescelto giusto e prepararlo a ciò che lo aspetta.

LA MIA DISCUTIBILE OPINIONE

Immaginate che per una vita intera vi abbiano promesso qualcosa. Un’impresa eroica, un futuro luminoso, ricchezza e potere. Vi hanno permesso di studiare e vi hanno detto che se vi foste impegnati, avreste potuto raggiungere tutti gli obiettivi che vi eravate prefissati.

“Povero eroe illuso dal fato”

Poi non è andata così. Avete studiato, vi siete applicati, anni e anni di sacrifici per raggiungere un obiettivo. E a un certo punto vi siete chiesti se fosse veramente ciò a cui aspiravate oppure se fosse il sogno di qualcun altro. Una promessa infranta, un sogno sbagliato. Perché la direzione che sembrava così dritta e priva di ostacoli è diventata improvvisamente un sentiero impervio. A cosa è servito tutto quell’impegno, tutto quello studio, tutta la fatica e la speranza se il futuro che vi avevano promesso in realtà non esiste?

“Era davvero il prescelto sbagliato”

Ci vedete delle affinità? Vi risuona?
Bene. Allora probabilmente, come me, siete Millennial.

Foto del primo capitolo de La ballata del prescelto sbagliato e l'illustrazione di Rowan

Camilla Cosmelli con La ballata del prescelto sbagliato non ha scritto solo un fantasy, ha raccontato un dramma generazionale. L’ha fatto con un linguaggio semplice e diretto. Pochi fronzoli e con un pizzico di ironia. Ironia che quando arriva genera una risata amara, di chi ormai ha imparato a non prendersi troppo sul serio.

La ballata del prescelto sbagliato è un high fantasy che per il suo genere è piuttosto breve, poco meno di trecento pagine. Questo porta con sé aspetti positivi e aspetti negativi. Personalmente avrei preferito un linguaggio un po’ più articolato e l’approfondimento di qualche personaggio secondario e dell’antagonista della storia.

Ma queste sono piccolezze che non mi hanno impedito di godermi appieno questa storia.

La ballata del prescelto sbagliato riprende uno dei miei trope preferiti: la profezia. Sono sempre curiosa di scoprire come verrà trasformato o modificato questo escamotage letterario. In questo caso la profezia è stata “interpretata” male. Rowan, che per una vita intera ha pensato di essere il prescelto, ha pensato di dover andare incontro a un grande destino e di avere una sorta di immunità data dal fato, si ritrova improvvisamente privato di tutto. Tutto ciò che credeva, tutto ciò che gli era stato promesso era una grandissima bugia. Non è lui il prescelto. Lo sconforto è grande, la voglia di abbandonare tutto e tutti pure.

Venticinque anni a sentirmi dire che sarei stato il salvatore del regno, che sarei stato invincibile. Una vita sprecata. Ho ancora nelle orecchie lo scrocchio delle mie ossa. Se non fosse stato per Cecil, sarei già morto.

Avere tante aspettative nei confronti di una persona, la profezia di gloria, è una medaglia con due facce molto diverse. Da una parte, quella persona avrà qualcuno che ripone fiducia in lei e questo la spronerà a dare il massimo, a migliorarsi sempre a favore di un obiettivo. Dall’altra, se le aspettative crollano e la fiducia viene meno, cosa rimane?

La prima cosa che Rowan pensa è quella di lasciarsi andare, a cosa serve se non può compiere il proprio destino? Anche lo sgomento è forte, pensava di essere protetto, di avere una sorta di immunità. Invece, dopo perso il ruolo di prescelto, scopre anche di aver paura, che in tutti quegli anni passati a combattere i draghi in realtà ha sempre rischiato la vita. Ci sono altri comportamenti che spesso adotto che ho rivisto in Rowan, come per esempio il non riuscire a delegare. Posso farlo da sola, non ho bisogno di aiuto. Oppure, il peso della responsabilità, il bisogno di dover tenere insieme le cose a tutti i costi.

<<Non può farne a meno. È stato cresciuto con l’idea di dover risolvere tutto, non può smettere di farlo da un giorno all’altro.>>

Ma questa è anche la storia di Matilda. Una ragazza che all’età di venticinque anni si ritrova davanti a qualcuno che le dice: tu dovrai salvare il mondo. Ma è una responsabilità troppo grande, le è stato caricato addosso un peso enorme che non può gestire da sola. Perché a differenza di Rowan lei non si è preparata per una vita intera.

La ballata del prescelto sbagliato vi farà riflettere, ma anche sorridere. Sarà difficile non affezionarsi ai personaggi. Come dicevo, su alcuni di loro avrei preferito un approfondimento maggiore, ma in realtà ciò che viene narrato è sufficiente per creare personalità distinte e adorabili. E non mancherà certo lo spazio per qualche lacrimuccia.

I libri ci parlano, i libri sono specchi in cui guardarci e tirare fuori quello che siamo, anche le nostre paure. E sono sicura che La ballata del prescelto sbagliato riuscirà a comunicare qualcosa a tanti lettori.

Perché non sappiamo se il destino esiste realmente, ma le nostre scelte, le nostre debolezze e il nostro coraggio sono elementi concreti che ci permettono di prendere davvero in mano la nostra vita.

A CHI CONSIGLIO LA BALLATA DEL PRESCELTO SBAGLIATO?

Per chi appartiene alla mia generazione, a noi Millennial e alle nostre speranze disilluse. A chi almeno una volta nella vita, convinto di seguire un sentiero sicuro si è ritrovato con la strada sbarrata, la via crollata e un’immensa voragine davanti. Per chi non ha mai smesso di lottare, per chi si è reinventato e riscoperto. A chi sta ancora cercando la propria strada e non smetterà mai di farlo.