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Noia terminale – Suzuki Izumi

DUE PAROLE SULL’AUTRICE

Suzuki Izumi (1949-1986) è stata modella e attrice, figura di spicco della controcultura e pioniera della fantascienza giapponese. Sono famosi i suoi scatti realizzati dal celebre fotografo Araki Nobuyoshi, facilmente reperibili con una ricerca su Google. Inoltre, ha recitato in alcuni pinku eiga, sottogenere cinematografico erotico nato alla fine degli anni Sessanta. Nel frattempo, inizia a scrivere racconti e viene candidata a diversi premi letterari. Entra così a far parte del club della fantascienza giapponese, all’epoca frequentato quasi esclusivamente da uomini. Una vita tormentata quella di Suzuki Izumi, che si conclude all’età di trentasei anni, quando decide di togliersi la vita impiccandosi con dei collant davanti alla figlia. Esce in Italia nel 2024, per Add Editore, Noia terminale, primo volume di una trilogia di racconti.

LA MIA DISCUTIBILE OPINIONE

Foto del libro Noia terminale di Suzuki Izumi

Difficile fare il riassunto di una raccolta di racconti. Noia terminale, primo volume di una trilogia, racchiude i seguenti racconti: Un mondo di donne e donne (1977), You May Dream (1981), Picnic notturno (1981), Ricordi al Seaside Club (1982), Fumo negli occhi (1979), Dimenticato (1977) e, per finire, il racconto che dà il nome alla raccolta, Noia terminale (1984).

Suzuki Izumi si muove nel campo della fantascienza e i temi che va a toccare sono diversi. Quasi sicuramente, in parte ispirati alla sua storia personale, troviamo riflessioni sulla questione di genere, sulle dipendenze e la salute mentale, su nuove tecnologie e rapporti umani.

Immaginando scenari futuri, l’autrice mette su carta preoccupazioni che risultano attuali anche al giorno d’oggi. Esemplare è Noia terminale, racconto in cui la noia e l’indifferenza stanno facendo a pezzi gli esseri umani, persino il cibo non è più importante e ci si deve sforzare di mangiare (“È la noia. Se non si fa qualcosa ci si annoia”). Un mondo in cui l’appiattimento emotivo la fa da padrone, e allora cosa si è disposti a fare pur di provare qualcosa? Tremendamente attuale e forse anche un po’ profetico.

Da che mi ricordo (negli ultimi due anni) non ho mai pianto per una scena della vita reale. Se succede qualcosa di grave, mi ripeto che non è niente di ché. Faccio il possibile per non rimanere traumatizzata. Ormai mi sono abituata così, sono diventata insensibile. Nel mondo della finzione, invece, posso piangere in tutta tranquillità.

Tra i racconti che ho preferito ci sono Un mondo di donne e donne, che esplora la questione di genere in un pianeta abitato da sole donne in cui gli uomini sono confinati in una zona marginale. Picnic notturno, in cui l’ultima famiglia rimasta su Marte cerca di trovare una sorta di normalità. Mi ha ricordato i racconti di Bradbury in Cronache Marziane, ma con un pizzico di queer. Noia terminale, di cui già vi ho accennato prima. E fumo negli occhi, in cui le tematiche dello scorrere del tempo e della paura della morte, si legano inevitabilmente a quella delle dipendenze.

Forse il tempo ricomincerà di nuovo a scorrere a una velocità spaventosa, per questo controllo in modo ossessivo l’orologio alla parete. Non sarebbe male se fluisse rapido, potrei così morire di vecchiaia. Qualsiasi altro modo di morire mi terrorizza, non riesco neppure a immaginarlo. La morte mi fa paura.

NOIA TERMINALE E ALTRE RACCOLTE DI RACCONTI

Noia terminale è una raccolta di racconti che difficilmente dimenticherò. Nell’attesa che escano gli altri due volumi della trilogia di Suzuki Izumi, voglio suggerirvi una lista di altre raccolte che ho associato a questo titolo e che potreste pensare di recuperare se anche a voi è piaciuto.

DONNE DA UN ALTRO PIANETA

Donne da un altro pianeta Ono Miyuki

Il primo racconto Un mondo di donne e donne, mi ha ricordato Donne da un altro pianeta di Ono Miyuki (trovate la recensione a questa pagina). Una raccolta di racconti di fantascienza giapponese, in cui sono centrali le tematiche di genere ed è presente una forte componente femminista. La differenza principale che ho riscontrato è che laddove Ono Miyuki inserisce scene volte a scandalizzare, la riflessione di Suzuki Izumi, pur portando le stesse tematiche, è meno forte a livello descrittivo (ma non emotivo).

MOSTRI MENO NOTI DEL VENTUNESIMO SECOLO

Mostri meno noti del ventunesimo secolo Kim Fu

Alcuni racconti di Noia terminale hanno alcuni aspetti in comune con i racconti di Kim Fu, in Mostri meno noti del ventunesimo secolo (trovate la recensione a questa pagina). Pur scritti in periodi differenti, entrambe le raccolte mettono su carta quelle paure che scaturiscono con l’avvento delle nuove tecnologie. Opportunità o problema? Solo l’essere umano e l’utilizzo che deciderà di fare di questi strumenti potranno dare una risposta a questa domanda.

CRONACHE MARZIANE

Cronache Marziane di Ray Bradbury

Il terzo racconto, Picnic notturno, mi ha inevitabilmente ricordato Cronache marziane di Ray Bradbury. Non solo per l’ambientazione: la famiglia del racconto si trova proprio su Marte. Anche per le atmosfere e quella domanda di fondo che aleggia nella raccolta di racconti di Bradbury: cosa significa essere umani? Nel titolo di Suzuki Izumi, troviamo, però, anche un risvolto queer molto interessante.

PARTI E OMICIDI

Parti e omicidi di Murata Sayaka

Quando vengono trattati temi di questo genere è impossibile non pensare a Murata Sayaka. I suoi titoli non sfociano propriamente nella fantascienza, ma ogni tanto qualche elemento distopico ce lo fa trovare. E mi verrebbe da dire, pensando a un futuro nemmeno troppo lontano. Sono perfetti esempi le due raccolte di racconti Parti e omicidi (trovate la recensione a questa pagina) e La cerimonia della vita (ne parlo in questo articolo). Murata Sayaka non perde mai l’occasione di parlare di outsider e di ribaltare la visione della società.

MANTIDE

Mantide di Julia Armfield

Anche in questa raccolta di Julia Armfield si gioca con la distopia e con la fantascienza. Non solo, in Mantide si sperimentano anche altri generi, ma il senso di straniamento che proverete con alcuni racconti potrebbe essere simile a quello sperimentato durante la lettura di Noia terminale.

A CHI CONSIGLIO NOIA TERMINALE

Per chi ama i racconti e la giostra di emozioni che si prova passando da uno all’altro. A chi è disposto a imbarcarsi anche in una seconda lettura, per cercare di sviscerare un significato più profondo. Per chi aspetta con ansia un futuro incerto. E per chi, il proprio futuro, sta cercando di costruirselo mattone dopo mattone.