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Storie (perlopiù) improbabili – Alasdair Gray

Alasdair Gray, autore di Povere Creature (a questa pagina trovate l’articolo completo), mette insieme una raccolta di racconti all’apparenza fantastici e bizzarri, ma dal sottotesto significativo. Storie (perlopiù) improbabili, con le illustrazioni dell’autore stesso, è stato portato in Italia da Safarà Editore.

TRAMA

Storie (perlopiù) improbabili è la prima raccolta di racconti di Alasdair Gray. Uomini che si dividono litigiosamente a metà, cani inquietanti, costruzioni che mirano a trafiggere il cielo e missive che attraversano arcani imperi per raggiungere civiltà future. Gray mescola brillantemente fantastico, riferimenti biblici e mitologici, critica sociale e satira, per dare vita a una serie di racconti che incanteranno il lettore.

LA MIA DISCUTIBILE OPINIONE

Foto del libro Storie (perlopiù) improbabili di Alasdair Gray
Storie (perlopiù) improbabili – Alasdair Gray, Safarà Editore, 2025

Storie (perlopiù) improbabili non è solo una raccolta di racconti in cui perdersi e fantasticare, ma anche una splendida esperienza visiva, grazie alle illustrazioni dello stesso Gray.
I racconti che troverete all’interno del libro vanno dai più brevi come La stella o L’espansione di Ian Nicol, a quelli più lunghi e complessi come La logopandosia di Sir Thomas o Il Prometeo di M. Polland.

Mentre leggevo mi sono accorta ben presto di un’altra suddivisione, che poi mi è stata confermata nel Post-scriptum dell’autore poi completato da Douglas Gifford. I primi racconti che si incontrano sono quelli dal tono più fantastico. Qui Gray dà sfogo alla propria immaginazione creando storie solo all’apparenza di vita quotidiana. Queste finiscono per deragliare dal binario della realtà, grazie a un elemento magico che va a stravolgere tutto. Lo vediamo bene ne L’espansione di Ian Nicol, un comune rivettatore, che inizia a spaccarsi a metà. O La commedia del cane bianco, dove quello che sembra un comune cane bianco inizia a comportarsi in maniera strana fino a creare un’atmosfera sinistra e surreale.

Non si preoccupava troppo del ricordo di quel cane bianco. Si vantava di essere del tutto razionale, e riteneva irrazionale avere curiosità per i misteri. Si rifiutava sempre di discutere di cose come sogni, fantasmi, dischi volanti e religione. <<Non importa se sono vere o meno>> diceva. <<Sono irrilevanti per le regole secondo le quali siamo chiamati a vivere. I misteri esistono soltanto quando le persone cercano di venire a capo di cose irrilevanti>>.

La commedia del cane bianco (Storie perlopiù improbabili)


Lo scetticismo dei protagonisti viene ignorato. Che si lascino trasportare o meno dall’atmosfera surreale che l’autore crea, alla fine la realtà verrà strappata loro da sotto i piedi.

STORIE (PERLOPIÙ) IMPROBABILI: DAL FANTASTICO ALLA SATIRA

A un certo punto il tono dei racconti inizia, però, a cambiare. Si rimane nel territorio del fantastico, ma inizia a sentirsi una persistente critica sociale. Ammetto di non essere riuscita a cogliere tutto, ma l’analisi di Gray e la sua satira pungente possono essere considerate universali. Che cosa è disposto a sacrificare l’uomo per il potere e la sete di conquista? C’è un limite?

<< Alla fine, la scaltrezza umana si prende non solo il mondo ma anche la luna e i pianeti adiacenti, eppure metà della popolazione mondiale muore di malnutrizione mentre il talento e il coraggio dei giovani viene piegato e distrutto da eventi bellici.>>

Il Prometeo di M. Pollard (Storie perlopiù improbabili)

Un’altra questione cara all’autore è l’asservimento dell’arte ai governi, invece che al popolo, come si può ben vedere in Cinque lettere da un impero occidentale e Il Prometeo di M. Pollard.
I racconti di Gray sono ricchi, non solo di fantasia, ma anche di riferimenti alla società, alle opere contemporanee, alla religione e ai miti greci. Mi è dispiaciuto aver letto questa raccolta prima di altri romanzi dell’autore, prima di tutto Lanark. Perché nel post-scriptum alcuni temi del romanzo vengono paragonati a quelli dei racconti.

Ammetto anche di non essere riuscita a comprendere il racconto La logopandosia di Sir Thomas, che fa riferimento a Thomas Urquhart di Cromarty scrittore scozzese realmente esistito, che morì nel 1660 per eccesso di risa dopo aver saputo dell’ascesa al trono di Carlo II di Inghilterra. Un soggetto particolare, e comprendo come mai sia diventato un personaggio di Gray. Purtroppo ho trovato difficoltà sia per quanto riguarda il contenuto sia per la forma, che ricorda un po’ lo stile ergodico.

Tra i miei racconti preferiti ci sono L’espansione di Ian Nicol, La causa di alcuni cambiamenti recenti, Cinque lettere da un impero orientale e Il Prometeo di M. Pollard.

In Storie (perlopiù improbabili), Alasdair Gray gioca con la fantasia, il surreale, le metamorfosi, il significato linguistico e la critica sociale. Il lettore si stupisce e si diverte di fronte a tutta questa immaginazione. Non rimarrete delusi da questa pazzesca raccolta di racconti.

A CHI CONSIGLIO STORIE (PERLOPIÙ) IMPROBABILI

A chi ha già affrontato l’autore in precedenza. Per chi non ha paura di affrontare una critica sociale pungente e estremamente attuale. A chi apprezza la fantasia e il surreale, soprattutto quando diventano scomodi.